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Associazioni e persone vanno coinvolte da protagonisti e non convocati come spettatori
Postato alle 14:33 di venerdì, 25 gennaio 2008
da: [carloge]

La Sinistra, l'Arcobaleno e i movimenti: un percorso necessario oggi a rischio

La costruzione della Sinistra e l'Arcobaleno é un processo non solo utile, ma necessario.
Il susseguirsi degli eventi ha colto Rifondazione impegnata nella costruzione della Sinistra europea (Se).
Un progetto politico che affonda le sue radici negli eventi genovesi del luglio 2001, nei Forum di Firenze e Porto Alegre, nelle grandi manifestazioni contro la guerra "senza se e senza ma."
La costruzione della Se fin dall'inizio ha avuto tra i propri obiettivi la riduzione della distanza tra la politica istituzionale e i movimenti sociali, il riconoscimento della non autosufficienza dei partiti politici, la dimensione globale del conflitto sociale e, quindi, una strategia e un'identità sovranazionale.
La rete Forum per la Sinistra europea/Socialismo XXI nasce dentro queste opzioni, raccogliendo esperienze provenienti da alcuni dei settori più significativi del movimento dei movimenti L'incontro tra il percorso già avviato di Se e il progetto di costruzione della Sinistra e l'Arcobaleno avrebbe avuto tutte le premesse per produrre risultati importanti per l'insieme della sinistra. Ma le cose sembrano andare purtroppo in modo differente.
Fino ad ora ha prevalso un'idea del nuovo soggetto come semplice sommatoria delle quattro forze politiche, in un percorso definito unicamente dentro i gruppi dirigenti. S'invoca la partecipazione dei movimenti, dei comitati impegnati nelle lotte locali e si giura sulla loro centralità; ma la realtà è diversa: si viene chiamati in migliaia a Roma alla due giorni di dicembre, ma poi nulla di quanto collettivamente stabilito procede
Durante l'evento romano abbiamo organizzato insieme a una molteplicità di reti, dai centri sociali al Cantiere, un'assemblea autogestita che ha visto una partecipazione oltre ogni aspettativa.
Proseguiremo questo percorso autogestito con un seminario previsto per il 9/10 febbraio dove valuteremo la proposta di lanciare un'iniziativa pubblica nelle piazze di decine di città per rendere evidente il desiderio di migliaia di persone di essere coinvolte, non solo come spettatori o tifosi, nella costruzione della Sinistra e l'Arcobaleno, a partire dai contenuti espressi in questi anni dai movimenti.
Sul terreno della rappresentazione politico-istituzionale sembra invece dominare un'opzione governista come orizzonte non solo dell'oggi, ma anche del domani: la permanenza al governo "senza se e senza ma" come condizione indispensabile per permettere al processo unitario di procedere.
La questione è molto più profonda del dibattito attorno al sostegno all'attuale governo.
Le tante dichiarazioni sul governo come semplice strumento e non come fine della propria attività politica, paiono semplici affermazioni di principio, ininfluenti nella reale gestione politica.
Nel rapporto con i movimenti sociali dall'Afghanistan alla Tav, dal Dal Molin al dibattito sul welfare, dalle aperture di credito verso De Gennaro alla timidezza nell'indicare le responsabilità, anche nel centrosinistra, della vicenda rifiuti in Campania, si moltiplicano le incomprensioni e le rotture.
L'apertura del processo costituente a realtà esterne ai quattro partiti non comporta automaticamente la richiesta a costoro di sciogliere le proprie organizzazioni. Oggi infatti non é possibile una sintesi a priori tra le diverse parzialità presenti che tra l'altro, e andrebbe riconosciuto, non sono solo quelle delle forze politiche organizzate.
È stata proprio l'esperienza del movimento dei movimenti a ribadire che i percorsi unitari passano attraverso il riconoscimento delle varie identità e l'attribuzione a ciascuna di una pari dignità.
Fondamentale é che ognuno, partecipi a un percorso di ricerca riconoscendo la propria parzialità.
D'altra parte sarebbe un paradosso volersi accreditare come disponibili a un percorso comune e innovatore e ignorare la critica alla forma partito novecentesca.
Abbiamo davanti un percorso complesso, non prevedibile a tavolino, ma, forse anche per questo, non meno affascinante e necessario.

Vittorio Agnoletto


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