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Comunicato stampa
Postato alle 15:41 di venerdì, 21 dicembre 2007
da: [carloge]
Estraneita' alla terna portuale; diverso sistema economico coinvolgente lavoratori e cittadini; la Sinistra elabori tutta una proposta complessiva.
Un forum aperto a tutte le forze che si riconoscono nella Sinistra Arcobaleno, ai lavoratori del porto e ai cittadini per elaborare proposte significative sul rapporto citta' – porto. E' questa la proposta emersa nel seminario organizzato dai circoli San Teodoro e Sampierdarena del PRC e dal gruppo consiliare Sinistra Europea – PRC in Comune di Genova giovedi 20 dicembre 2007 nel salone di rappresentanza di Palazzo Tursi, coordinato dalla consigliere di Municipalita' Roberta Mongiardini. “Bisogna riscoprire un forte ruolo pubblico nella gestione del porto” – e' la proposta di Amancio Pezzolo - “E' necessario occupare territorialmente e politicamente il porto ridando la voce ai lavoratori per recuperare terreno sul piano dei diritti, partendo dal dato che il 60 per cento di chi lavora in porto e' senza nome, matricola, diritti. “Bisogna far funzionare bene le ferrovie che attualmente funzionano sotto il 50 per cento della loro capacita'.” ha concluso l'ex vice presidente della Compagnia Unica dei lavoratori del Porto. Questa analisi e' stata argomentata da Andrea Bignone, di Italia Nostra, che ha messo in guardia da un sistema di trasporto basato sullo sviluppo incontrollato dei TIR e ha proposto una serie di interventi sulle ferrovie e strade che potrebbero garantire una movimentazione molto piu' efficiente dell'attuale (riattivazione della linea del Campasso, chiusura della bretella ferroviaria Voltri – Borzoli su Principe per permettere un metro leggero a Ponente, uso efficace della sopraelevata portuale). Completamente bocciata la Gronda sia perche' intercetterebbe solo il 20 per cento del traffico, perche' rimangono preponderanti gli accessi da e per il centro di Genova e, in ogni caso, avrebbe un impatto non significativo sul traffico portuale che si sviluppa nella direzione Nord – Sud, mentre la pesante infrastruttura va da Est a Ovest. Per Mauro Passalacqua “i container vuoti devono essere portati oltre appennino e bisogna riappropriarsi della capacita' di incidere sulla trasformazione del territorio.”, “coinvolgendo i lavoratori portuali” come ha sostenuto Anton Giulio Mannoni. Il commissario di PRC genovese Mirko Lombardi ha sottolineato come “vada ricercato un diverso modo di produrre, tenendo conto dei limiti della crescita. E tenendo conto anche dell'apertura del Passaggio a Nord Ovest (per lo scioglimento dei ghiacciai dell'Artico) che rende improbabile, oltre che insostenibile l'obiettivo di movimentare 10 milioni di TEU nel porto di Genova. Appassionati e documentati gli interventi di Edoardo Matteocci (Riparazioni navali), Cirri Gianni (compagnia Pietro Chiesa), Rita Guglielmetti (responsabile Sicurezza CGIL), Riccardo Fornaro (CULMV), Marco Verruggio (segreteria regionale PRC) che hanno proposto un patto tra cittadini e lavoratori per la sicurezza e per uno sviluppo del benessere armonico e equilibrato. Provocazione raccolta da Cosimo Surace e da Franco Ravera, portavoce dei cittadini di Sampierdarena e del campasso (coinvolti questi ultimi nel progetto Gronda) “Facile a dirsi, piu' complicato tradurlo nella realta' concreta e amministrativa” ha commentato Giancarlo Bonifai “proprio domani si svolgera' una conferenza dei Servizi che dara' il via libera alla nuova sistemazione di Lungomare Canepa a sei corsie, mentre il nodo di San Benigno e' stato approvato a quattro.” E' stato letto un comunicato della federazione PRC di Alessandria che esprime la contrarieta' all'uso intensivo del suo territrio come deposito di container. “Il nuovo soggetto La Sinistra l'Arcobaleno ha senso se riuscira' a far contare maggiormente le proposte di associazioni, lavoratori e cittadini.” ha concluso il capogruppo in Comune di Genova Antonio Bruno che ha proposto un seminario con tutti i soggetti interessati per meta' gennaio. “Non ci sentiamo rappresentati dalla terna proposta dagli enti locali liguri per la Presidenza dell'Autorita' portuale di Genova e ci impegniamo perche' ci sia un'omogenizzazione tra i vari strumenti urbanistici, alcuni rutto di un intenso dibattito in citta' (Piano regolatore Portuale e PUC), altri al momento confinati negli uffici comunali (Urban Lab).”

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Metropolitana leggera, un'opera impossibile per l'inerzia della politica
Postato alle 15:30 di venerdì, 21 dicembre 2007
da: [carloge]

Stupisce il cinismo e l'indifferenza con cui sono state accolte le dichiarazioni di trenitalia secondo la quale la metropolitana leggera a ponente sara' pronta solo nel 2015. Se si fosse trattato di Terzo Valico o Gronda autostradale si sarebbero levati lamenti altissimi, giaculatorie infinite, dibattiti lunghi quanto incosistenti. La classe politica e i poteri forti sembrano piu' attenti ai profitti che derivano dai progetti sulle grandi opere (progetti, non opere...) che alle infrastrutture che risolverebbero per davvero la mobilita' in una parte consistente della citta'. Veniamo a scoprire, e nessuno si scandalizza, che il quadruplicamento della linea, previsto dal progetto preliminare approvato dal Cipe il 29 settembre 2003 e definitivamente "licenziato" dallo stesso Comitato Programmazione Economica il 24 gennaio 2006 non e' stato inserito nel finanziamento del Contratto con le Ferrovie approvato nello scorso febbraio, rimandandoli al 2009. Stiamo parlando del famoso completamento della bretella ferroviaria Voltri - Borzoli a cui mancano poco piu' di due chilometri per chiudersi su Principe.
Indignarsi non basta piu'.


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INACCETTABILE RICATTO DI CARMAGNANI AL PONENTE
Postato alle 16:51 di giovedì, 20 dicembre 2007
da: [carloge]
La Societa' Carmagnani chiede che il Comune di Genova permetta l'ammodernamento degli impianti pericolosi con la costruzione di due nuovi serbatoi per contenere reflui pericolosi (slot). Per ottenere questo obiettivo, la società petrolchimica chiede la revisione della delibera di Giunta Comunale che aveva negato nel luglio 2005 ogni consolidamento della presenza di un pericoloso impianto a rischio. Questa sarebbe la condizione per poter concedere le proprie aree per la costruzione della strada in sponda sinistra del Torrente Varenna (opera richiesta da oltre venti anni dalla popolazione per alleviare l'accesso veicolare nella delegazione di Pegli). Strada che, attualmente, sarebbe necessaria anche per l'accesso al nuovo supermercato della Torre Elah. Riteniamo questo ricatto inaccettabile. Non e' possibile consolidare un'attivita' che ha gia' creato 5 vittime (1987) e persistente inquinamento, smentendo la pianificazione urbanistica degli ultimi decenni e gli impegni assunti con le popolazioni. Che la Carmagnani sia tuttora pericolosa e' sottolineato dalle stringenti prescrizioni dei Vigili del Fuoco per concedere l'abitabilita' ai nuovi insediamenti della "Torre Elah" (Predisposizione di un piano interno di emergenza; previsione di un'adeguata segnaletica indicante i comportamenti da tenere in caso di emergenza; adozione di idonee misure sui sistemi di ventilazione naturale e meccanica al fine di limitare ed evitare l'eventuale ingresso dei prodotti della combustione all'interno degli edifici". Chiediamo alla Sindaco di Genova Marta Vincenzi di intervenire per realizzare le aspirazioni della cittadinanza al risanamento e alla sicurezza del Ponente, procedendo nel piu' breve tempo possibile alla dismissione degli impianti petrolchimici frammisti a popolosi quartieri.
Antonio Bruno, capogruppo Sinistra Europea - PRC Comune Genova
Mara Michelini, capogruppo Verdi Municiplaita' VII Ponente
Arcadio Nacini, delegato Comune Genova alle Ville del Ponente

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Genova, porto e città: la parola ai lavoratori e ai cittadini
Postato alle 16:49 di giovedì, 20 dicembre 2007
da: [carloge]
Palazzo Tursi, salone di Rappresentanza
20 dicembre 2007, ore 16/19.30

Introducono;

Porto – AMANSIO PEZZOLO PRC S.Teodoro sez. Compagnia Unica
- Genova porto d’Europa
- Sicurezza dei lavoratori e formazione
- Riforma
l. 84/94
- Riforma europea dei porti
- Autorità portuale

Città – ANDREA BIGNONE Comitati Sampierdarena
- Il rapporto tra la città e il porto
- Piano Regolatore
- Le infrastrutture, strada a mare e gronda
- Riqualificazione urbana

Segue dibattito aperto con il pubblico e con le istituzioni.

Sono stati invitati: Comitato Anti-gronda Valpolcevera-Ponente, Comitati di
Sampierdarena, Autorità Portuale, Sindacati, Finporto, CULMV, Compagnia P.
Chiesa, Riparazioni navali, Associazioni ambientaliste

Conclude: Antonio Bruno, capogruppo consiglio comunale Sinistra Europea - PRC

La cittadinanza è invitata a partecipare

Gruppo consigliare PRC-SE – Comune di Genova
Federazione PRC – Genova
Circolo PRC Lenci-San Teodoro
Circolo PRC Chico Mendes

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Comunicato stampa
Postato alle 16:47 di giovedì, 20 dicembre 2007
da: [carloge]
I rapporti tra la Sinistra - l'Arcobaleno e il centro sinistra genovese e' da sempre di collaborazione conflittuale. La Sinistra - l'Arcobaleno (che in Comune di Genova e' formata da PRC, Pdci, Verdi, Forum Sinistra Europea e Unione a Sinistra) ha gia' espresso la propria estraneita' alla terna espressa dagli enti locali genovesi. Se e' vero che Paolo Costa e' famoso per l'ostinazione con cui si e' battuto (ed ha perso) per l'attuazione della direttiva De Palacio per la liberalizzazione dei porti, oltre per essere commissario di governo per la contestatissima base militare di vicenza, e' pur vero che anche gli altri candidati (gli assessori Merlo e Margini) non brillano per vicinanza alle lotte ambientali e e sociali ad esempi in materia di infrastrutture (gronde e alta velocita' ferroviaria). Per il resto la situazione e' complessa: la Sindaco Vincenzi sembra aver definitivamente adeguato la politica dei rifiuti verso una concezione ecologicamente sostenibile (a differenza del presidente della Regione Claudio Burlando e di quello della Provincia di Genova Alessandro Repetto). Come la Sinistra - l'Arcobaleno riuscira' ad essere significativa lo diranno i prossimi mesi e la sua capacita' di esprimere, senza settarismi, le proposte politiche di pace, lotta alla precarieta', sicurezza (sul lavoro), economia sostenibile.

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Comunicato congiunto della Sinistra e l'Arcobaleno su manifestazione Vicenza
Postato alle 16:43 di giovedì, 20 dicembre 2007
da: [carloge]
Con l'assemblea di Sabato e Domenica 8 e 9 Dicembre, abbiamo iniziato un importante cammino per unire la sinistra e gli ecologisti e dare forza alle ragioni del cambiamento nel nostro paese. Un cambiamento che parte, come dicono i colori dell'arcobaleno che abbiamo scelto come comune segno grafico, dalla condivisione della necessità di porre la Pace come elemento caratterizzante e guida della nostra sfida, per un mondo e un futuro senza guerra. La lotta per la Pace è prima di tutto anche lotta per il disarmo, proprio in un momento in cui a livello planetario riprende un'assurda e pericolosa corsa al riarmo, di cui è protagonista purtroppo anche l'Europa, attraverso il progetto di scudo missilistico. Per questa ragione abbiamo scelto di impegnarci tutti nella raccolta di firme a sostegno della campagna per un Italia libera da armi nucleari, lanciata dalle associazioni pacifiste. Per questa ragione sentiamo la lotta della popolazione di Vicenza contro la nuova base Usa come una nostra lotta. Crediamo che si debba dare modo ai cittadini di Vicenza di poter decidere attraverso una consultazione democratica del loro futuro. Crediamo che sia necessario che questo Governo si impegni per una moratoria, come già chiesto in una lettera dai quattro ministri della sinistra e l'arcobaleno, e che venga al più presto convocata la conferenza sulle servitù militari. Come sempre accaduto nelle precedenti occasioni, riteniamo necessario che sia garantita la possibilità per tutti i cittadini che vorranno di poter raggiungere la città di Vicenza. Abbiamo partecipato alle manifestazioni dei mesi scorsi, parteciperemo a quella del 15 Dicembre prossimo, dove insieme ai vicentini ci saranno anche i movimenti europei che si battono contro le istallazioni di nuove basi e dello scudo missilistico, per un'Europa e un'Italia di pace.
LA Sinistra e L'arcobaleno
PRC-PDCI-SD- Verdi

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Carta degli intenti della Sinistra Arcobaleno
Postato alle 16:41 di giovedì, 20 dicembre 2007
da: [carloge]
Il soggetto della sinistra e degli ecologisti oggi parte. Crescerà attraverso un processo popolare, democratico e partecipato, aperto alle adesioni collettive e singole, per radicarsi nella storia del Paese. L’ ambizione è quella di costituire non una forza minoritaria, ma una forza grande ed autonoma, capace di competere per l' egemonia, influente nella vita della società e dello Stato, che pesi nella realtà politico-sociale del centrosinistra. Un soggetto capace di contrastare le derive populiste e plebiscitarie, figlie di una politica debole e della separazione tra potere e cittadini. Un protagonista in Italia, interno ai movimenti, collegato ai gruppi e ai partiti più importanti della sinistra e dell' ambientalismo in Europa.

La sinistra/l'arcobaleno che vogliamo è del lavoro e dell' ambiente. La globalizzazione liberista si è retta su una doppia svalorizzazione: del lavoro umano e delle risorse naturali. La riduzione a merce provoca la doppia rottura degli equilibri sociali e degli equilibri ambientali. Intollerabile crescita delle diseguaglianze e insostenibili cambiamenti climatici hanno una comune origine e portano alla stessa risposta: un altro mondo è possibile.

Mettere in valore l'ambiente e il lavoro (in tutte le sue forme, da quelle oggi più ripetitive alle più creative) e il cuore di un pensiero nuovo, che non rinuncia coltivare in questo mondo la speranza umana. In Occidente, ciò comporta innanzitutto alzare la qualità del lavoro, combattere il precariato, modificare gli stili di vita, contrastare la discriminazione verso le donne. Comporta la difesa e il rinnovamento dello Stato sociale, e la progettazione di una riforma più grande di quella che portò allo Stato sociale: una società non consumista, un' economia non dissipativa ed ecologica, una tecnologia più evoluta. Un nuovo inventario dei beni comuni dell'umanità: acqua, cibo, salute, conoscenza. La conoscenza deve crescere ed essere distribuita: impossibile, senza la libertà ,
della cultura, dell'informazione, della scienza e della ricerca, e senza la lotta conseguente contro le regressioni tribali, etniche, nazionaliste, fondamentaliste. II dialogo tra culture e civiltà diverse, aperto a nuove scritture universalistiche dei diritti sociali e dei principi di liberta, e tanto più essenziale nell' epoca delle grandi migrazioni, del web e della comunicazione globale.

La sinistra/l'arcobaleno che vogliamo è della pace. Lo spirito della guerra minaccia l'umanità. Ecco di nuovo la corsa al riarmo: cresce vertiginosamente la spesa per armamenti convenzionali, chimici, batteriologici, nucleari. Saltano le firme sui Trattati di riduzione e controllo degli armamenti. L’ Europa e uno degli epicentri della corsa. Ora, e il momento di fermarla. La pace, che ha visto scendere in campo il più grande movimento di massa del dopoguerra, particolarmente in occasione della guerra irakena, è la carta vincente. La pace è possibile in un mondo multipolare. I fatti hanno gia dimostrato che il mondo non è governabile da un unico centro di comando. Anche per questo c' e bisogno di un' Europa più forte ed autonoma.

La sinistra/l'arcobaleno che vogliamo è delle libertà individuali e collettive. Le libertà possono crescere solo in uno Stato laico. Per questo la laicità dello Stato è un bene non negoziabile. Uno Stato laico riconosce le forme di vita e le scelte sessuali di tutte e di tutti. Si regge sul rispetto di tutti i sistemi di idee, di tutte le concezioni religiose, di tutte le visioni del mondo. Combatte l' omofobia e il maschilismo. Assume dal femminismo la critica delle strutture patriarcali e il principio della democrazia di genere. Crea le condizioni sociali e istituzionali per rendere effettivi i diritti e le scelte libere di tutte e di tutti.

La sinistra/l'arcobaleno che vogliamo guarda ad una nuova stagione della democrazia italiana. Pronta ad assumersi, oggi e in futuro, responsabilità di governo, od
esercitare la sua funzione dall' opposizione. I temi all' ordine del giorno sembrano
" autorità, governabilità, decisione" , non si vede che quelli veri sono
l' autorevolezza e la legittimazione, una nuova capacità di rappresentanza politica, in un rapporto dialettico con l' autonomia della rappresentanza sociale, a partire dai grandi sindacati di categoria e confederali.

La sinistra/l'arcobaleno contribuirà a rinnovare il sistema politico e le forme della partecipazione democratica, contrasterà l' antico trasformismo. Se c' e declino italiano, esso dipende dal corporativismo, dal dilagare del privilegio e dell'ineguaglianza; dalla debole innovazione, dalla perdita di coesione, dalla diffusa illegalità; dalla perdita della capacità di indignarsi verso quello stato di violenza assoluta che si chiama mafia, 'ndrangheta, camorra; dall' oblio della questione morale. Riformare la democrazia e la politica vuol dire nutrire di valori un progetto di società.

Noi, partecipanti all'Assemblea generale della sinistra e degli ecologisti, ci rivolgiamo alle forze politiche, ai gruppi organizzati, ai movimenti, al popolo della sinistra, a tutte le singole persone che vogliono partecipare attivamente alla costruzione del nuovo soggetto federativo. In una discussione aperta e libera sulle idee, gli obiettivi, i programmi, le forme di organizzazione e di rappresentanza.

Venite, diventate parte di un progetto che può cambiare profondamente la situazione italiana e inf1uenzare la politica europea.

Assemblea generale della sinistra e degli ecologisti

Roma, 8/9 dicembre 2007

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Dichiarazione di Intenti
Postato alle 16:36 di giovedì, 20 dicembre 2007
da: [carloge]
Noi, donne e uomini che abbiamo partecipato all’Assemblea generale della sinistra e degli ecologisti,  siamo impegnati nella costruzione di un nuovo soggetto della sinistra e degli ecologisti: unitario, plurale, federativo. L’Italia moderna, nata dalla Costituzione repubblicana, democratica ed antifascista, ha bisogno di una sinistra politica rinnovata. Il mondo chiama a nuove culture critiche, che conservano la memoria del passato e tengono lo sguardo rivolto al futuro.
Questi sono i nostri principi: uguaglianza, giustizia, libertà; pace, dialogo di civiltà; valore del lavoro e del sapere; centralità dell’ambiente; laicità dello Stato; critica dei modelli patriarcali e maschilisti.
    Il soggetto della sinistra e degli ecologisti oggi parte. Crescerà attraverso un processo popolare, democratico e partecipato, aperto alle adesioni collettive e singole, per radicarsi nella storia del Paese. L’ambizione è quella di costituire non una forza minoritaria, ma una forza grande ed autonoma, capace di competere per l’egemonia, influente nella vita della società e dello Stato, che pesi nella realtà politico-sociale del centrosinistra. Un soggetto capace di contrastare le derive populiste e plebiscitarie, figlie di una politica debole e della separazione tra potere e cittadini. Un protagonista in Italia, interno ai movimenti, collegato ai gruppi e ai partiti più importanti della sinistra e dell’ambientalismo in Europa.
    La sinistra/l’arcobaleno che vogliamo è del lavoro e dell’ambiente. La globalizzazione liberista si è retta su una doppia svalorizzazione: del lavoro umano e delle risorse naturali. La riduzione a merce provoca la doppia rottura degli equilibri sociali e degli equilibri ambientali. Intollerabile crescita delle diseguaglianze e insostenibili cambiamenti climatici hanno una comune origine e portano alla stessa risposta: un altro mondo è possibile.
    Mettere in valore l’ambiente e il lavoro (in tutte le sue forme, da quelle oggi più ripetitive alle più creative) è il cuore di un pensiero nuovo, che non rinuncia a coltivare in questo mondo la speranza umana. In Occidente, ciò comporta innanzitutto alzare la qualità del lavoro, combattere il precariato, modificare gli stili di vita, contrastare la discriminazione verso le donne. Comporta la difesa e il rinnovamento dello Stato sociale, e la progettazione di una riforma più grande di quella che portò allo Stato sociale: una società non consumista, un’economia non dissipativa ed ecologica, una tecnologia più evoluta. Un nuovo inventario dei beni comuni dell’umanità: acqua, cibo, salute, conoscenza. La conoscenza deve crescere ed essere distribuita: impossibile, senza la libertà della cultura, dell’informazione, della scienza e della ricerca, e senza la lotta conseguente contro le regressioni tribali, etniche, nazionaliste, fondamentaliste. Il dialogo tra culture e civiltà diverse, aperto a nuove scritture universalistiche dei diritti sociali e dei principi di libertà, è tanto più essenziale nell’epoca delle grandi migrazioni, del web e della comunicazione globale.
    La sinistra/l’arcobaleno che vogliamo è della pace. Lo spirito della guerra minaccia l’umanità. Ecco di nuovo la corsa al riarmo: cresce vertiginosamente la spesa per armamenti convenzionali, chimici, batteriologici, nucleari. Saltano le firme sui Trattati di riduzione e controllo degli armamenti. L’Europa è uno degli epicentri della corsa. Ora, è il momento di fermarla. La pace, che ha visto scendere in campo il più grande movimento di massa del dopoguerra, particolarmente in occasione della guerra irakena, è la carta vincente. La pace è possibile in un mondo multipolare. I fatti hanno già dimostrato che il mondo non è governabile da un unico centro di comando. Anche per questo c’è bisogno di un’ Europa più forte ed autonoma.
    La sinistra/l’arcobaleno che vogliamo è delle libertà individuali e collettive. Le libertà possono crescere solo in uno Stato laico. Per questo la laicità dello Stato è un bene non negoziabile. Uno Stato laico riconosce le forme di vita e le scelte sessuali di tutte e di tutti. Si regge sul rispetto di tutti i sistemi di idee, di tutte le concezioni religiose, di tutte le visioni del mondo. Combatte l’omofobia e il maschilismo. Assume dal femminismo la critica delle strutture patriarcali e il principio della democrazia di genere. Crea le condizioni sociali e istituzionali per rendere effettivi i diritti e le scelte libere di tutte  e di tutti.
La sinistra/l’arcobaleno che vogliamo guarda ad una nuova stagione della democrazia italiana. Pronta ad assumersi, oggi e in futuro, responsabilità di governo, od esercitare la sua funzione dall’opposizione. I temi all’ordine del giorno sembrano “autorità, governabilità, decisione”, non si vede che quelli veri sono l’autorevolezza e la legittimazione, una nuova capacità di rappresentanza politica, in un rapporto dialettico con l’autonomia della rappresentanza sociale, a partire dai grandi sindacati di categoria e confederali.
La sinistra/l’arcobaleno contribuirà a rinnovare il sistema politico e le forme della partecipazione democratica, contrasterà l’antico trasformismo. Se c’è declino italiano, esso dipende dal corporativismo, dal dilagare del privilegio e dell’ineguaglianza; dalla debole innovazione, dalla perdita di coesione, dalla diffusa illegalità; dalla perdita della capacità di indignarsi verso quello stato di violenza assoluta che si chiama mafia, ‘ndrangheta, camorra; dall’oblio della questione morale. Riformare la democrazia e la politica vuol dire nutrire di valori un progetto di società.
    Noi, partecipanti all’Assemblea generale della sinistra e degli ecologisti, ci rivolgiamo alle forze politiche, ai gruppi organizzati, ai movimenti, al popolo della sinistra, a tutte le singole persone che vogliono partecipare attivamente alla costruzione del nuovo soggetto federativo. In una discussione aperta e libera sulle idee, gli obiettivi, i programmi, le forme di organizzazione e di rappresentanza.
    Venite, diventate parte di un progetto che può cambiare profondamente la situazione italiana e influenzare la politica europea.

Assemblea generale della sinistra e degli ecologisti
Roma, 8/9 dicembre  2007

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