Un forum aperto a tutte le forze che si riconoscono nella Sinistra Arcobaleno, ai lavoratori del porto e ai cittadini per elaborare proposte significative sul rapporto citta' – porto. E' questa la proposta emersa nel seminario organizzato dai circoli San Teodoro e Sampierdarena del PRC e dal gruppo consiliare Sinistra Europea – PRC in Comune di Genova giovedi 20 dicembre 2007 nel salone di rappresentanza di Palazzo Tursi, coordinato dalla consigliere di Municipalita' Roberta Mongiardini. “Bisogna riscoprire un forte ruolo pubblico nella gestione del porto” – e' la proposta di Amancio Pezzolo - “E' necessario occupare territorialmente e politicamente il porto ridando la voce ai lavoratori per recuperare terreno sul piano dei diritti, partendo dal dato che il 60 per cento di chi lavora in porto e' senza nome, matricola, diritti. “Bisogna far funzionare bene le ferrovie che attualmente funzionano sotto il 50 per cento della loro capacita'.” ha concluso l'ex vice presidente della Compagnia Unica dei lavoratori del Porto. Questa analisi e' stata argomentata da Andrea Bignone, di Italia Nostra, che ha messo in guardia da un sistema di trasporto basato sullo sviluppo incontrollato dei TIR e ha proposto una serie di interventi sulle ferrovie e strade che potrebbero garantire una movimentazione molto piu' efficiente dell'attuale (riattivazione della linea del Campasso, chiusura della bretella ferroviaria Voltri – Borzoli su Principe per permettere un metro leggero a Ponente, uso efficace della sopraelevata portuale). Completamente bocciata la Gronda sia perche' intercetterebbe solo il 20 per cento del traffico, perche' rimangono preponderanti gli accessi da e per il centro di Genova e, in ogni caso, avrebbe un impatto non significativo sul traffico portuale che si sviluppa nella direzione Nord – Sud, mentre la pesante infrastruttura va da Est a Ovest. Per Mauro Passalacqua “i container vuoti devono essere portati oltre appennino e bisogna riappropriarsi della capacita' di incidere sulla trasformazione del territorio.”, “coinvolgendo i lavoratori portuali” come ha sostenuto Anton Giulio Mannoni. Il commissario di PRC genovese Mirko Lombardi ha sottolineato come “vada ricercato un diverso modo di produrre, tenendo conto dei limiti della crescita. E tenendo conto anche dell'apertura del Passaggio a Nord Ovest (per lo scioglimento dei ghiacciai dell'Artico) che rende improbabile, oltre che insostenibile l'obiettivo di movimentare 10 milioni di TEU nel porto di Genova. Appassionati e documentati gli interventi di Edoardo Matteocci (Riparazioni navali), Cirri Gianni (compagnia Pietro Chiesa), Rita Guglielmetti (responsabile Sicurezza CGIL), Riccardo Fornaro (CULMV), Marco Verruggio (segreteria regionale PRC) che hanno proposto un patto tra cittadini e lavoratori per la sicurezza e per uno sviluppo del benessere armonico e equilibrato. Provocazione raccolta da Cosimo Surace e da Franco Ravera, portavoce dei cittadini di Sampierdarena e del campasso (coinvolti questi ultimi nel progetto Gronda) “Facile a dirsi, piu' complicato tradurlo nella realta' concreta e amministrativa” ha commentato Giancarlo Bonifai “proprio domani si svolgera' una conferenza dei Servizi che dara' il via libera alla nuova sistemazione di Lungomare Canepa a sei corsie, mentre il nodo di San Benigno e' stato approvato a quattro.” E' stato letto un comunicato della federazione PRC di Alessandria che esprime la contrarieta' all'uso intensivo del suo territrio come deposito di container. “Il nuovo soggetto La Sinistra l'Arcobaleno ha senso se riuscira' a far contare maggiormente le proposte di associazioni, lavoratori e cittadini.” ha concluso il capogruppo in Comune di Genova Antonio Bruno che ha proposto un seminario con tutti i soggetti interessati per meta' gennaio. “Non ci sentiamo rappresentati dalla terna proposta dagli enti locali liguri per la Presidenza dell'Autorita' portuale di Genova e ci impegniamo perche' ci sia un'omogenizzazione tra i vari strumenti urbanistici, alcuni rutto di un intenso dibattito in citta' (Piano regolatore Portuale e PUC), altri al momento confinati negli uffici comunali (Urban Lab).”
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Stupisce il cinismo e l'indifferenza con cui sono state accolte le dichiarazioni di trenitalia secondo la quale la metropolitana leggera a ponente sara' pronta solo nel 2015. Se si fosse trattato di Terzo Valico o Gronda autostradale si sarebbero levati lamenti altissimi, giaculatorie infinite, dibattiti lunghi quanto incosistenti. La classe politica e i poteri forti sembrano piu' attenti ai profitti che derivano dai progetti sulle grandi opere (progetti, non opere...) che alle infrastrutture che risolverebbero per davvero la mobilita' in una parte consistente della citta'. Veniamo a scoprire, e nessuno si scandalizza, che il quadruplicamento della linea, previsto dal progetto preliminare approvato dal Cipe il 29 settembre 2003 e definitivamente "licenziato" dallo stesso Comitato Programmazione Economica il 24 gennaio 2006 non e' stato inserito nel finanziamento del Contratto con le Ferrovie approvato nello scorso febbraio, rimandandoli al 2009. Stiamo parlando del famoso completamento della bretella ferroviaria Voltri - Borzoli a cui mancano poco piu' di due chilometri per chiudersi su Principe.
Indignarsi non basta piu'.
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Antonio Bruno, capogruppo Sinistra Europea - PRC Comune Genova
Mara Michelini, capogruppo Verdi Municiplaita' VII Ponente
Arcadio Nacini, delegato Comune Genova alle Ville del Ponente
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20 dicembre 2007, ore 16/19.30
Introducono;
Porto – AMANSIO PEZZOLO PRC S.Teodoro sez. Compagnia Unica
- Genova porto d’Europa
- Sicurezza dei lavoratori e formazione
- Riforma
l. 84/94
- Riforma europea dei porti
- Autorità portuale
Città – ANDREA BIGNONE Comitati Sampierdarena
- Il rapporto tra la città e il porto
- Piano Regolatore
- Le infrastrutture, strada a mare e gronda
- Riqualificazione urbana
Segue dibattito aperto con il pubblico e con le istituzioni.
Sono stati invitati: Comitato Anti-gronda Valpolcevera-Ponente, Comitati di
Sampierdarena, Autorità Portuale, Sindacati, Finporto, CULMV, Compagnia P.
Chiesa, Riparazioni navali, Associazioni ambientaliste
Conclude: Antonio Bruno, capogruppo consiglio comunale Sinistra Europea - PRC
La cittadinanza è invitata a partecipare
Gruppo consigliare PRC-SE – Comune di Genova
Federazione PRC – Genova
Circolo PRC Lenci-San Teodoro
Circolo PRC Chico Mendes
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LA Sinistra e L'arcobaleno
PRC-PDCI-SD- Verdi
La sinistra/l'arcobaleno che vogliamo è del lavoro e dell' ambiente. La globalizzazione liberista si è retta su una doppia svalorizzazione: del lavoro umano e delle risorse naturali. La riduzione a merce provoca la doppia rottura degli equilibri sociali e degli equilibri ambientali. Intollerabile crescita delle diseguaglianze e insostenibili cambiamenti climatici hanno una comune origine e portano alla stessa risposta: un altro mondo è possibile.
Mettere in valore l'ambiente e il lavoro (in tutte le sue forme, da quelle oggi più ripetitive alle più creative) e il cuore di un pensiero nuovo, che non rinuncia coltivare in questo mondo la speranza umana. In Occidente, ciò comporta innanzitutto alzare la qualità del lavoro, combattere il precariato, modificare gli stili di vita, contrastare la discriminazione verso le donne. Comporta la difesa e il rinnovamento dello Stato sociale, e la progettazione di una riforma più grande di quella che portò allo Stato sociale: una società non consumista, un' economia non dissipativa ed ecologica, una tecnologia più evoluta. Un nuovo inventario dei beni comuni dell'umanità: acqua, cibo, salute, conoscenza. La conoscenza deve crescere ed essere distribuita: impossibile, senza la libertà ,
della cultura, dell'informazione, della scienza e della ricerca, e senza la lotta conseguente contro le regressioni tribali, etniche, nazionaliste, fondamentaliste. II dialogo tra culture e civiltà diverse, aperto a nuove scritture universalistiche dei diritti sociali e dei principi di liberta, e tanto più essenziale nell' epoca delle grandi migrazioni, del web e della comunicazione globale.
La sinistra/l'arcobaleno che vogliamo è della pace. Lo spirito della guerra minaccia l'umanità. Ecco di nuovo la corsa al riarmo: cresce vertiginosamente la spesa per armamenti convenzionali, chimici, batteriologici, nucleari. Saltano le firme sui Trattati di riduzione e controllo degli armamenti. L’ Europa e uno degli epicentri della corsa. Ora, e il momento di fermarla. La pace, che ha visto scendere in campo il più grande movimento di massa del dopoguerra, particolarmente in occasione della guerra irakena, è la carta vincente. La pace è possibile in un mondo multipolare. I fatti hanno gia dimostrato che il mondo non è governabile da un unico centro di comando. Anche per questo c' e bisogno di un' Europa più forte ed autonoma.
La sinistra/l'arcobaleno che vogliamo è delle libertà individuali e collettive. Le libertà possono crescere solo in uno Stato laico. Per questo la laicità dello Stato è un bene non negoziabile. Uno Stato laico riconosce le forme di vita e le scelte sessuali di tutte e di tutti. Si regge sul rispetto di tutti i sistemi di idee, di tutte le concezioni religiose, di tutte le visioni del mondo. Combatte l' omofobia e il maschilismo. Assume dal femminismo la critica delle strutture patriarcali e il principio della democrazia di genere. Crea le condizioni sociali e istituzionali per rendere effettivi i diritti e le scelte libere di tutte e di tutti.
La sinistra/l'arcobaleno che vogliamo guarda ad una nuova stagione della democrazia italiana. Pronta ad assumersi, oggi e in futuro, responsabilità di governo, od
esercitare la sua funzione dall' opposizione. I temi all' ordine del giorno sembrano
" autorità, governabilità, decisione" , non si vede che quelli veri sono
l' autorevolezza e la legittimazione, una nuova capacità di rappresentanza politica, in un rapporto dialettico con l' autonomia della rappresentanza sociale, a partire dai grandi sindacati di categoria e confederali.
La sinistra/l'arcobaleno contribuirà a rinnovare il sistema politico e le forme della partecipazione democratica, contrasterà l' antico trasformismo. Se c' e declino italiano, esso dipende dal corporativismo, dal dilagare del privilegio e dell'ineguaglianza; dalla debole innovazione, dalla perdita di coesione, dalla diffusa illegalità; dalla perdita della capacità di indignarsi verso quello stato di violenza assoluta che si chiama mafia, 'ndrangheta, camorra; dall' oblio della questione morale. Riformare la democrazia e la politica vuol dire nutrire di valori un progetto di società.
Noi, partecipanti all'Assemblea generale della sinistra e degli ecologisti, ci rivolgiamo alle forze politiche, ai gruppi organizzati, ai movimenti, al popolo della sinistra, a tutte le singole persone che vogliono partecipare attivamente alla costruzione del nuovo soggetto federativo. In una discussione aperta e libera sulle idee, gli obiettivi, i programmi, le forme di organizzazione e di rappresentanza.
Venite, diventate parte di un progetto che può cambiare profondamente la situazione italiana e inf1uenzare la politica europea.
Assemblea generale della sinistra e degli ecologisti
Roma, 8/9 dicembre 2007
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Questi sono i nostri principi: uguaglianza, giustizia, libertà; pace, dialogo di civiltà; valore del lavoro e del sapere; centralità dell’ambiente; laicità dello Stato; critica dei modelli patriarcali e maschilisti.
Il soggetto della sinistra e degli ecologisti oggi parte. Crescerà attraverso un processo popolare, democratico e partecipato, aperto alle adesioni collettive e singole, per radicarsi nella storia del Paese. L’ambizione è quella di costituire non una forza minoritaria, ma una forza grande ed autonoma, capace di competere per l’egemonia, influente nella vita della società e dello Stato, che pesi nella realtà politico-sociale del centrosinistra. Un soggetto capace di contrastare le derive populiste e plebiscitarie, figlie di una politica debole e della separazione tra potere e cittadini. Un protagonista in Italia, interno ai movimenti, collegato ai gruppi e ai partiti più importanti della sinistra e dell’ambientalismo in Europa.
La sinistra/l’arcobaleno che vogliamo è del lavoro e dell’ambiente. La globalizzazione liberista si è retta su una doppia svalorizzazione: del lavoro umano e delle risorse naturali. La riduzione a merce provoca la doppia rottura degli equilibri sociali e degli equilibri ambientali. Intollerabile crescita delle diseguaglianze e insostenibili cambiamenti climatici hanno una comune origine e portano alla stessa risposta: un altro mondo è possibile.
Mettere in valore l’ambiente e il lavoro (in tutte le sue forme, da quelle oggi più ripetitive alle più creative) è il cuore di un pensiero nuovo, che non rinuncia a coltivare in questo mondo la speranza umana. In Occidente, ciò comporta innanzitutto alzare la qualità del lavoro, combattere il precariato, modificare gli stili di vita, contrastare la discriminazione verso le donne. Comporta la difesa e il rinnovamento dello Stato sociale, e la progettazione di una riforma più grande di quella che portò allo Stato sociale: una società non consumista, un’economia non dissipativa ed ecologica, una tecnologia più evoluta. Un nuovo inventario dei beni comuni dell’umanità: acqua, cibo, salute, conoscenza. La conoscenza deve crescere ed essere distribuita: impossibile, senza la libertà della cultura, dell’informazione, della scienza e della ricerca, e senza la lotta conseguente contro le regressioni tribali, etniche, nazionaliste, fondamentaliste. Il dialogo tra culture e civiltà diverse, aperto a nuove scritture universalistiche dei diritti sociali e dei principi di libertà, è tanto più essenziale nell’epoca delle grandi migrazioni, del web e della comunicazione globale.
La sinistra/l’arcobaleno che vogliamo è della pace. Lo spirito della guerra minaccia l’umanità. Ecco di nuovo la corsa al riarmo: cresce vertiginosamente la spesa per armamenti convenzionali, chimici, batteriologici, nucleari. Saltano le firme sui Trattati di riduzione e controllo degli armamenti. L’Europa è uno degli epicentri della corsa. Ora, è il momento di fermarla. La pace, che ha visto scendere in campo il più grande movimento di massa del dopoguerra, particolarmente in occasione della guerra irakena, è la carta vincente. La pace è possibile in un mondo multipolare. I fatti hanno già dimostrato che il mondo non è governabile da un unico centro di comando. Anche per questo c’è bisogno di un’ Europa più forte ed autonoma.
La sinistra/l’arcobaleno che vogliamo è delle libertà individuali e collettive. Le libertà possono crescere solo in uno Stato laico. Per questo la laicità dello Stato è un bene non negoziabile. Uno Stato laico riconosce le forme di vita e le scelte sessuali di tutte e di tutti. Si regge sul rispetto di tutti i sistemi di idee, di tutte le concezioni religiose, di tutte le visioni del mondo. Combatte l’omofobia e il maschilismo. Assume dal femminismo la critica delle strutture patriarcali e il principio della democrazia di genere. Crea le condizioni sociali e istituzionali per rendere effettivi i diritti e le scelte libere di tutte e di tutti.
La sinistra/l’arcobaleno che vogliamo guarda ad una nuova stagione della democrazia italiana. Pronta ad assumersi, oggi e in futuro, responsabilità di governo, od esercitare la sua funzione dall’opposizione. I temi all’ordine del giorno sembrano “autorità, governabilità, decisione”, non si vede che quelli veri sono l’autorevolezza e la legittimazione, una nuova capacità di rappresentanza politica, in un rapporto dialettico con l’autonomia della rappresentanza sociale, a partire dai grandi sindacati di categoria e confederali.
La sinistra/l’arcobaleno contribuirà a rinnovare il sistema politico e le forme della partecipazione democratica, contrasterà l’antico trasformismo. Se c’è declino italiano, esso dipende dal corporativismo, dal dilagare del privilegio e dell’ineguaglianza; dalla debole innovazione, dalla perdita di coesione, dalla diffusa illegalità; dalla perdita della capacità di indignarsi verso quello stato di violenza assoluta che si chiama mafia, ‘ndrangheta, camorra; dall’oblio della questione morale. Riformare la democrazia e la politica vuol dire nutrire di valori un progetto di società.
Noi, partecipanti all’Assemblea generale della sinistra e degli ecologisti, ci rivolgiamo alle forze politiche, ai gruppi organizzati, ai movimenti, al popolo della sinistra, a tutte le singole persone che vogliono partecipare attivamente alla costruzione del nuovo soggetto federativo. In una discussione aperta e libera sulle idee, gli obiettivi, i programmi, le forme di organizzazione e di rappresentanza.
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Achille Occhetto - Assemblea "Fare Presto" 10 febbraio 2008
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Genova, 15 febbraio 2008 Assemblea della Sinistra e degli Ecologisti del Ponente e del Medio Ponente - Intervento di Rita Lavaggi - Sinistra Europea/PRC
Genova, 14 marzo 2008 Manifestazione per l'Acquasola
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